La rivoluzione di Riversimple,
la nuova city car a idrogeno

Due posti, ultracompatta, 350 chili di peso, velocità massima di 80 km/h e un’autonomia di 400 chilometri. Interessante, futuristico, ma, nel terzo millennio, non particolarmente innovativo. Open Source. Straordinario, eccezionale, anche nel terzo millennio, assolutamente rivoluzionario. Riversimple, la nuova city car a idrogeno finanziata dal nipote di Ferdinand Porsche e sviluppata nell’arco di tre anni dal team di Oxford e dall’univerità di Cranfield, avrà uno standard di progettazione aperto (open source significa, letteralmente, sorgente aperta), il che permetterà a costruttori e progettisti di personalizzare la propria auto a idrogeno. A dire il vero, anche dal punto di vista tecnologico, Riversimple presenta qualche novità interessante. La più evidente arriva direttamente dalla Formula Uno ed è il recupero dell’energia in frenata, il Kers. Grazie a questo dispositivo, la piccola utilitaria ecologica ha bisogno di meno idrogeno combustibile da conservare nel proprio serbatoio, il che permette un aumento considerevole dell’autonomia. Un altro aspetto decisamente interessante riguarda il suo utilizzo. Riversimple non sarà venduta, ma affittata per 20 anni e anche oltre, con l’alimentazione inclusa nel costo di locazione. Una rivoluzione soprattutto culturale, visto che quasi tutti gli automobilisti, soprattutto italiani, sono abituati a considerare la propria auto come un’estensione di se stessi. A convincerli, probabilmente, basterà il prezzo, che dovrebbe aggirarsi attorno ai 230 euro mensili. Non male se si pensa che, nel costo, sono compresi il combustibile, la manutenzione e ogni tipo di supporto. Sebastian Piech, nipote di Ferdinand Porsche, afferma: «La nuova auto a idrogeno Riversimple rappresenta un importante passo avanti nel 21° secolo verso quei mezzi personali di trasporto a cui puntava mio nonno. In più, oltre a rendere accessibile un trasporto realmente sostenibile, questa volta il progetto Riversimple unisce la leggerezza e l’alta efficienza attraverso anche l’uso di materiali compositi leggeri, eliminando pesanti componenti meccanici». A breve saranno pronti dieci prototipi e a questo punto la società attende uno sviluppo parallelo di infrastrutture di rete per la distribuzione dell’idrogeno. «Il nostro progetto», ha concluso Hugo Spowers, fondatore di Riversimple, «è open source e intende in questo modo invitare tutti gli ingegneri in erba del mondo ad aiutarci a migliorare le nostre auto a idrogeno, attraverso una collaborazione aperta simile a Wikipedia».

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