16 giu

Crisi: ci sono meno Tir
sulle autostrade italiane

Gli effetti della crisi si manifestano in modi diversi. Ci sono fabbriche che chiudono e dipendenti in cassa integrazione. Ci sono commercianti che vedono entrare nei loro negozi sempre meno persone. Ci sono famiglie in chiara difficoltà. Ma gli effetti della crisi si vedono anche sulle strade. Tra ottobre 2008 e marzo di quest’anno il flusso dei mezzi pesanti in circolazione si è ridotto di 21 milioni di unità. Che significa circa 150mila automezzi al giorno in meno sulle strade. Un calo del 13 per cento evidenziato da un’analisi elaborata dalla Cgia di Mestre (Associazione artigiani e piccole imprese) sulla presenza dei mezzi pesanti sulla rete autostradale italiana fornita dall’Aiscat.
La stima è stata calcolata sulla quasi totalità dei tronchi autostradali e il quadro emerso è decisamente significativo. Sulla rete “Autostrade per l’Italia” (che comprende A1, A4 Milano-Brescia, A8/A9, A10, A12, A7, A26, A11, A12, A27, A23, A13, A14, A30, A16) il calo è stato di 10.217.600 mezzi (pari a quasi 73mila camion giornalieri, –11,6 per cento da ottobre a marzo), mentre le principali direttrici autostradali del nord-est (Autovie Venete, Autobrennero, Venezia-Padova e Brescia-Padova) hanno perso 5.125.680 automezzi (36.612 Tir medi al giorno, -16,4 per cento).
Anche le due grandi arterie del nord-ovest, la Torino-Milano e la Torino-Piacenza, hanno fatto segnare una forte riduzione del volume di traffico pesante. La Torino-Milano è stata percorsa, sempre da ottobre a marzo, da 427.840 Tir in meno (per una riduzione giornaliera di poco superiore ai 3.000 automezzi,-10,7 per cento), mentre sulla Torino-Piacenza il calo è stato di oltre 797mila unità (con un decremento medio giornaliero di quasi 5.700 Tir, -18,3 per cento).
«Questi dati», ha commentato Giuseppe Bortolussi della Cgia, «sono un segno inequivocabile della crisi economica che si è abbattuta nel Paese a partire dall’autunno scorso. Se la produzione cala, conseguentemente si riducono anche i mezzi pesanti in circolazione sulle nostre autostrade visto che in Italia, sul totale delle merci trasportate, quelle che viaggiano su gomma sono circa il 75 per cento». Questo significa che il settore dell’autotrasporto ha subito pesantemente gli effetti della crisi. «Si stima che almeno il 20 per cento del traffico nazionale su gomma» conclude Giuseppe Bortolussi, «sia ormai ad appannaggio dei vettori stranieri prevalentemente dell’Est Europa che corrono con tariffe e costi del lavoro abbondantemente al di sotto della media praticata dai nostri trasportatori. Crisi da un lato e concorrenza sleale dall’altro rischiano di mettere in ginocchio il nostro settore che conta circa un milione di autotrasportatori. Con le difficoltà in atto almeno 150mila trasportatori rischiano la chiusura entro l’anno».

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